lunedì, Settembre 26, 2022
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Spray urticante della polizia francese su un senzatetto. Senza motivo

Notte tra giovedì e venerdì 15 luglio scorso, dopo i festaggiamenti per la ricorrenza della Rivoluzione francese, sì proprio quella di libertà, uguaglianza e fraternità. Siamo a Le Burget, Seine-Saint- Denis, hinterland a nord-est di Parigi. Un uomo con due buste in mano è fermo a un incrocio. E’ un senzatetto. Sta decidendo dove andare, per attraversare la strada si guarda intorno. Si ferma perchè una pattuglia della polizia sta facendo marcia indietro. E’ già passata pochi secondi prima e lo ha visto.

La pattuglia decide di tornare indietro. L’uomo non sta facendo assolutamente niente di diverso che tentare di attraversare. Dal finestrino posteriore destro della macchina di Polizia viene spruzzato del gas addosso all’uomo. In grande quantità. L’uomo porta le mani agli occhi e grida per il dolore. E’ gas urticante, lacrimogeno, gettato a cortissima distanza in faccia. L’auto della polizia poi si riavvia e si allontana lungo la strada a senso unico che stava percorrendo quando è tornata indietro. L’uomo resta solo a urlare di dolore sul marciapiede. Cade in terra.

Intollerabile. Un gesto che sarebbe rimasto un’ordinaria espressione di razzismo e violenza poliziesca se non ci fosse stata da un palazzo di fronte una persona a riprendere quanto avvenuto con lo smartphone. La prefettura di Polizia è stata costretta ad avviare una indagine interna a seguito della diffusione delle immagini sui social. Il video ha suscitato un’ondata di reazioni di orrore tra i francesi.

L’uomo è conosciuto da oltre vent’anni nella cittadina di Le Bourget. Non ha mai avuto a che fare con la polizia. E’ Jean-Baptiste Borsalu a dirlo, il sindaco di Le Bourget: “È un senzatetto che si vede spesso in giro. Stiamo cercando di sistemarlo in qualche modo, lo seguono i servizi sociali. Non ha mai compiuto gesti aggressivi, non ha mai avuto modi irrispettosi”. La prefettura ha fatto sapere che appena identificati i responsabili saranno soggetti a sospensione. Magari anche un bel corso di formazione sui diritti umani prima di metterli in strada non sarebbe uno spreco di tempo

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