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Un giardino per rinsaldare libertà religiosa e democrazia

di Alfonso Pascale*

Il 23 marzo scorso è stato inaugurato a Roma, nel quartiere Tor Pignattara, il “Giardino delle religioni”. All’interno del Parco “Giordano Sangalli” sono stati piantati una vite, un melograno, un ulivo e una rosa che simboleggiano, rispettivamente, il cattolicesimo, l’induismo, l’islam e la fede bahá’í.

Sono le quattro comunità di culto presenti a Tor Pignattara con luoghi fisici dove queste si raccolgono. E sui leggii di cinque totem, allestiti accanto agli arbusti, sono incise una breve descrizione del progetto e citazioni sacre delle quattro religioni.

Accanto a questo spazio destinato al sacro sorgono un parco giochi per bambini e un’area cani. E, solenne, sovrasta il tutto un suggestivo scorcio dell’Acquedotto Alessandrino. Un tempo, da lì si diradava l’immenso e irregolare pratone della Casilina descritto da Pier Paolo Pasolini, agli inizi degli anni Settanta, nel suo romanzo incompiuto “Petrolio”.

In quell’enorme scenario a cielo aperto, riempito da un unico profondo odore, quello del finocchio selvatico, c’era stato fino agli anni Sessanta un campo di calcio dedicato al martire della Resistenza, Giordano Sangalli, che risiedeva a Tor Pignattara ed era stato ucciso dai soldati tedeschi a 17 anni.

Era solita allenarsi in quel campo la mitica squadra “Chinotto Neri” arrivata in poco tempo a giocare in serie C. Fondata dai fratelli Neri, trasportatori di bibite e inventori della gustosa formula che fece il giro del mondo, l’impresa e la squadra erano fallite dopo un decennio di rapido successo.

L’allestimento del “Giardino delle religioni” è l’evento conclusivo del progetto di Avvio alla Terza Missione “Sustainable religious tour. Sentiero itinerante alla scoperta del sacro a Tor Pignattara”, coordinato da Marta Scialdone con Sara Altamore e Randa Khalil e finanziato dall’Università “La Sapienza” di Roma.

Il progetto si è incentrato sulla sensibilità al dialogo nella diversità e nel pluralismo. E il suo obiettivo principale è stato quello di alimentare l’interazione tra gli attori culturali e religiosi – associazioni, enti, comunità e luoghi di culto e aggregazione – del territorio “superdiverso” del quartiere Tor Pignattara, entro una esplicita collaborazione tra Università, comunità, associazioni. 

“Dalle precedenti esperienze di ricerca e dall’idea di restituirle alla comunità – ha spiegato Marta Scialdone – si sono poste le basi per una camminata interculturale che ha mirato a costruire ponti di partecipazione attiva, incontri e nuove narrazioni con l’obiettivo di contrastare le rappresentazioni distorte, talvolta discriminanti, per una valorizzazione della diversità culturale”.

Si è, infatti, dato seguito ad un fitto calendario di visite guidate, con la partecipazione di numerosi studenti di scuola media, di quella superiore e soprattutto universitari sia italiani che di altre nazionalità, nei luoghi di culto non cattolici presenti sul territorio (moschee, templi hindu, centro di aggregazione Bahà’ì). Si è così palesato un panorama religioso “nascosto”, non immediatamente visibile ma molto vissuto da una percentuale importante di abitanti del quartiere.

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento dell’Ecomuseo Casilino “Ad Duas Lauros” e, in particolare, della vulcanica vice presidente Stefania Ficacci, docente di Storia contemporanea presso l’Università “La Sapienza” di Roma, che sovraintende alla memoria del V Municipio. E ha collaborato anche l’Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo (ASCS), nella cui sede operativa di Via Casilina si sono svolti numerosi incontri.
“Auspichiamo – ha concluso Marta Scialdone – che il ‘sentiero’ possa allungarsi con altre comunità, collegandosi al tema della libertà religiosa per le confessioni e le forme spirituali”.

Prestare attenzione alle religioni è importante mentre imperversano sanguinosi conflitti aperti da autocrazie e organizzazioni terroristiche contro le democrazie liberali. Le religioni, infatti, possono svolgere un ruolo politico nel contribuire a rafforzare le istituzioni democratiche e lo stato di diritto. Per farlo, è necessario che dialoghino tra loro e, insieme, isolino e sradichino i fenomeni di radicalizzazione.

L’evento si è svolto in un’area adibita a verde urbano, messa a disposizione dalla pubblica amministrazione. Sono, infatti, intervenuti alla manifestazione i rappresentanti del V Municipio: il presidente Mauro Caliste, l’assessore al Verde, Edoardo Annucci, e il presidente della commissione Cultura, Maurizio Mattana.

Caliste ha opportunamente sottolineato il legame inscindibile tra i valori della democrazia, evocati dalla figura eroica di Sangalli, a cui è dedicato il parco, e i valori della libertà religiosa, richiamati dal nuovo “sentiero” che si è aperto.

Alfonso Pascale

*Alfonso Pascale è uno storico, opinionista e docente di ruralità contemporanea alfonsopascale.it

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