venerdì, Febbraio 3, 2023
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La povertà nuoce gravemente alla salute, lo spiega la scienza

Non è che ci volesse esattamente uno studio scientifico a provarlo, sembra un po’ lapalissiano affermare che i danni prodotti dalla povertà a breve e lungo termine sulla salute siano direttamente fisici e mentali. Adesso però c’è una ricerca scientifica a dimostrarlo, che chiude la questione in caso di dubbi. Il campione su cui si basa sono 4.500 giovani adulti monitorati per più di 20 anni.

Uno studio internazionale coordinato dall’Università di Zurigo e pubblicato sulla rivista dell’Accademia nazionale delle scienze statunitense ( Proceedings of the National Academy of Sciences), ha dimostrato che nel campione di sangue di un trentenne che vive in condizioni di svantaggio socio-economico sono già visibili le alterazioni biologiche da cui, una volta più in là con gli anni, avranno origine malattie croniche come quelle cardiovascolari, polmonari, reumatiche, demenze.

Lo studio però si spinge più in là del semplice rapporto tra reddito e salute. e inserisce anche un’altra variabile che peggiora le condizioni psico-fisiche, l’istruzione. Chi ha un basso livello di istruzione, un reddito più basso, peggiori condizioni di vita tende ad ammalarsi di più.

Il limite attuale di questa ricerca, denunciato dagli stessi ricercatori nella premessa, è che mentre l’effetto e la relazione sono chiari e documentati scientificamente, non sono invece ancora completamente chiari i processi e meccanismi biologici che portano al deterioramento delle condizioni di salute della persona in povertà.

I ricercatori, nell’ambito di questo ampio progetto di ricerca statunitense , hanno sottoposto i campioni di sangue delle persone seguite a una serie di indagini molecolari alla ricerca di marcatori biologici (in particolare una serie di Rna) tipici di diverse malattie croniche per comprendere i meccanismi biologici attraverso cui si verifica il processo e quando iniziano a instaurarsi.

Si tratta in sintesi d’indagini molecolari per cercare i marcatori biologici, in particolare una serie di Rna, che caratterizzano diverse malattie croniche. L’osservazione ha rilevato che molto prima della comparsa delle malattie croniche, quando i soggetti studiati avevano tra i 30 e i 40 anni, erano rilevabili le alterazioni che predispongono alla malattia.

“Le disparità nelle malattie della tarda età adulta – scrivono gli scienziati – riflettono probabilmente le disparità nel rischio molecolare nella giovane età adulta”. Tra i diversi marcatori osservati quelli legati all’obesità assumono un impatto particolare.

Trattandosi di scienziati non entrano nel merito socio-politico delle problematiche legate alla poivertà in campo economico, ma dal loro punto di vista evidenziano la necessità “di politiche e interventi che prendano di mira i fattori di stress e i meccanismi obesogenici (quelli che portano all’ingrassamento, ndr) già nelle prime fasi della vita, prima che questi meccanismi a base sociale sfocino in danni alla salute”.

Per leggere l’intero studio, in inglese, potete collegarvi a questo link: https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2103088119

by Tony Fischer Photography
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