lunedì, Settembre 26, 2022
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Centomila profughi siriani dalla Turchia tenteranno di entrare in Grecia

Il tam tam corre sui canali Telegram, dove da diverse settimane i profughi siriani stanno organizzando un tentativo per varcare i confini dell’Unione Europea passando dalla Grecia. A migliaia si stanno radunando a Edirne, una città nel nord-ovest della Turchia, al confine con la Grecia, in un convoglio, La Carovana della Luce, nel tentativo disperato di entrare in massa.

A chi parteciperà vengono date indicazioni per portare sacchi a pelo, tende, giubbotti di salvataggio, acqua, cibo in scatola e medicine. Secondo gli organizzatori si riverseranno sul luogo concordato almeno 100 mila persone, un numero consistente anche se in Turchia attualmente i profughi siriani sono tre milioni e mezzo.

In un comunicato, gli organizzatori hanno spiegato che la carovana, “uscita dal grembo della rivoluzione”, è stata innescata dal “razzismo aberrante” a cui sono stati esposti da “alcuni partiti della repubblica turca”, che secondo loro ha ha portato all’uccisione dei siriani. Si parla anche di forti pressioni del regime di Assad per farli rientrare in patria.

Secondo uno degli organizzatori della carovana lunedì scorso al confine greco un gruppo di trafficanti di esseri umani avrebbe attaccato i profughi radunati lì. A quel punto i profughi hanno preso la decisione di spostarsi a Instanbul per poi riandare verso il confine in unico grande gruppo.

La carovana ha chiesto protezione all’Onu, contro ogni forma di abuso fisico, psicologico e politico. Al momento non risultano mobilitazioni per fare pressione politica sull’Unione Europea affinchè dia indicazioni alle autorità greche di aprire la frontiera per i profughi.

L’Unhcr dal canto suo, contattato dal quotidiano The Guardian, ha fatto sapere di essere a coinoscenza del progetto della Carovana ma di non essere coinvolta nè d’incoraggiare l’iniziativa. Tra i profughi è alto il timore che in caso di fallimento del tentativo possano essere forzatamente rimpatriati in Siria.

Alcuni rifugiati siriani in Turchia sono scettici sul tentativo d’assalto alle frontiere e ricordano che nonostante l’aumento dei casi di razzismo il governo di Erdogan non permetterà che il raduno si svolga al confine. Crescono quindi i timori che si verifichino violenze e brutalità quando i profughi si raduneranno.

A complicare la situazione già difficile per i profughi siriani c’è anche la realpolitik turca. Erdogan sta tentando un riavvicinamento con Assad e ha dichiarato che il rovesciamento del suo regime non rientra più nei piani della Turchia. 150 siriani sono già stati espulsi con la forza dall’inizio del 2022 nonostante alcuni di loro avessero documenti di identità ufficiali.

by Fabio Sola Penna
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