sabato, Settembre 24, 2022
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Fare soldi in Germania con le deportazioni degli immigrati

Uno scandalo che il governo federale tedesco ha cercato di occultare in tutti i modi, negando i nomi delle compagnie aeree impiegate per la deportazione degli immigrati. Li ha però scoperti l’organizzazione “Deportation Alarm”, che fa parte della rete “No Border Assembly”, che ha pubblicato i dati che rivelano i nomi delle compagnie e i guadagni. Li trovate a questo link: https://deportationalarm.com/

Se ne è occupato Die Tageszeitung, che scrive: “Soltanto nel 2021 sono stati 206 i voli charter commissionati dal governo per deportare 5.500 persone”. A questo punto gli attivisti del sito hanno fatto un calcolo della spesa per il governo federale e degli introiti per le 18 compagnie aeree impiegate per l’operazione.

Su tutte spicca Wamos Air, compagnia spagnola che con i voli charter a bordo dei quali erano stati espulsi i migranti ha guadagnato oltre 3,5 milioni di euro. E’ seguita dalla Fai, compagnia tedesca, che dai voli ha guadagnato un milione di euro, portando gli immigrati in luoghi noti per il rispetto dei diritti civili come Somalia, Sudan e Russia.

Troviamo poi la Sundair che haq più modestamente guadagnato “soltanto” 300 mila euro portando in Libano e Russia 264 persone, seguita da German Airways con 200 mila euro per 12 voli di espulsione. Il governo cosiddetto “semaforo” aveva deciso di ritenere segreti, per sicurezza nazionale, i nomi delle compagnie implicate nei voli della vergogna.

Il timore, ha risposto il governo a un’interrogazione parlamentare, è che “La denominazione pubblica delle compagnie aeree che offrono voli di rimpatrio comporta il rischio che queste compagnie siano oggetto di critiche pubbliche e, di conseguenza, non saranno più disponibili per il trasporto di persone che sono obbligate a lasciare il Paese verso i loro Paesi di origine”.

Il segreto è stato però violato dalla rete degli attivisti antirazzisti, con la pubblicazione delle informazioni sulle compagnie aeree. Anche perchè si tratta di soldi pubblici e gli elettori hanno il diritto di sapere come vengono spesi e a chi vanno, spiega “Deportation Alarm”.

L’intento è sia quello di scoraggiare i clienti dal prendere aerei con le compagnie che permettono questi viaggi, che spesso si concludono con la sparizione o la morte del migrante riportato in patria, sia di costringere le aziende a interrompere la cooperazione con il governo.

Ma a destare preoccupazione e sconcerto nell’opinione pubblica è stato l’atteggiamento del governo, che si definisce “coalizione del progresso”, nel tentare di tenere segreti i viaggi. Interrogazioni parlamentari sono state rivolte al ministero dell’Interno guidato dall’Spd anche dai Verdi, ma al momento sono rimaste senza risposta.

Oltre ai beneficiari dell’attività di espulsione, al centro delle rivelazioni sono anche i finanziatori dei voli. La maggior parte dei voli di espulsione dalla Germania sono finanziati da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera . In totale, Frontex ha pagato oltre 20 milioni di euro per 155 voli di espulsione dalla Germania nel 2021.

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