mercoledì, Maggio 29, 2024
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Tunisia, la guerra dei falsi video contro i migranti dall’Africa subsahariana

Molti video falsi sono stati condivisi sui social della Tunisia in merito ai migranti dall’Africa subsahariana, amplificando un’ondata di sentimenti anti immigrati che si sta sviluppando nel paese.

Grazie al lavoro di ricerca e fact checking svolto da Abdirahim Saeed, Alioune Diop, Alphonse Dioh, Taouba Khelifi, Peter Mwai e Raissa Okoi, la Bbc è riuscita a individuare i video mistificati, deep fake, risalendo alla loro origine.

Eppure nonostante la falsità dei video il presidente tunisino Kais Saied ha iniziato a parlare delle migrazioni come di un “complotto” per cambiare il profilo demografico del paese, al punto che Costa d’Avorio e Guinea hanno rimpatriato molti loro cittadini per problemi d’incolumità che si sono già verificati.

La maggior parte dei falsi video sostengono di mostrare immagini di migranti africani in Tunisia, ma sono stati girati altrove in luoghi diversi da quelli dichiarati.

Il principale strumento usato dai propagatori di deep fake è TikTok. I più gettonati hanno titoli come “Tunisia sotto occupazione” o “La Tunisia è diventata il regno degli africani”.

Un video molto visualizzato mostra grandi gruppi di persone che corrono lungo una strada con un atteggiamento minaccioso, come in una protesta popolare. In realtà, hanno scoperto i giornalisti della Bbc, si tratta di una protesta dell’opposizione avvenuta a Dakar, nel Senegal a giugno 2022.

Il messaggio che vogliono trasmettere i dispensatori di questi falsi video è che la Tunisia sia sconvolta da proteste di strada che coinvolgono migranti africani, in particolare quelli provenienti dall’Africa sub-sahariana.

Il video intitolato “Occupazione da parte di africani sub-sahariani di più di una provincia tunisina” mostra gruppi di cittadini africani impegnati in animate discussioni con automobilisti e passanti bloccando una strada trafficata e facendo vedere le auto ferme.

In realtà le strade mostrate non sono quelle della Tunisia ma di Casablanca. E’ stato possibile accertarlo esaminando le targhe della auto e ascoltando i dialoghi con il forte accento marocchino.

In un altro video dal titolo ” scorso anno, secondo le agenzie umanitarie .

In un altro video pubblicato dallo stesso uomo, afferma di essere arrivato a Bamako, la capitale del Mali, che avrebbe comportato un arduo viaggio verso sud attraverso il deserto del Sahara.

Un altro video intitolato “Anche gli africani sono armati” si vedono veicoli pieni di uomini armati che guidano osservati dagli astanti. In realtà è stato girato in Sudan, come conferma l’insegna della “Tappco” visibile in strada, una compagnia petrolifera e di lubrificanti con sede in Sudan.

Per spargere odio contro i migranti dall’Africa subsahariana sono stati utilizzati su Twitter anche video in realtà realizzati per solidarizzare con gli stessi.

Il sentimento anti immigrazione ha portato a molti casi di molestie e aggressioni che lasciano fondati timori per l’incolumità degli immigrati.

I migranti subsahariani in Tunisia provengono principalmente dall’Africa occidentale. Gli immigrati in Tunisia rappresentano lo 0,5% della popolazione nazionale. I migranti ufficiali e documentati sono circa 21.000 persone su una popolazione immigrata totale di circa 58.000 secondo un recente studio .

Queste cifre di base sono importanti. Mostrano che gli immigrati costituiscono un numero molto ridotto di stranieri rispetto alla popolazione nazionale.

La Tunisia è piuttosto aperta con gli immigrati europei e molto restrittiva con i cittadini extracomunitari. Si comporta come molti altri paesi di fronte a sfide sociali, politiche ed economiche. L’opinione pubblica ha bisogno di posizioni radicali indipendentemente dalla loro rispondenza al malessere della società.

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